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MANIFESTAZIONI > 2006 13-22 Luglio SEGNI DI TERRA
Videoprodotti del Territorio
a cura dell’Ass.Cult. I Colori del Territorio di Spoltore
curatori:
Edgardo Cotellucci, Stefano D’Ettorre, Sandra Spadaccini
Videoprodotti del territorio
Denominazione di Origine Documentata
X edizione della Festa della Terra
Il filo conduttore che unisce i Videoprodotti Del Territorio è il legame conla terra e con ciò che la terra nel suo divenire rischia di far
scomparire,a meno di
salvare la memoria storica dei gesti, delle azioni e degli atti di creazione
che sono a fondamento della cultura agreste di cui i video-documenti presentano
alcuni tra gli innumerevoli aspetti: il pane, il formaggio, la musica. Nei tre
diversi video batte il cuore di una cultura, quella contadina, volta a
preservare il paesaggio e a custodire una sapienza antica che è stata
tramandata empiricamente e che, nell’era globalizzata dell’apprendimento
teorico e virtuale e della massificazione veloce, rischia di perdere le sue
peculiarità o, peggio, scomparire.
Il prodotto è dunque inteso
in un triplice significato; da un lato ”prodotto” nel senso del verbo
“produrre”, cioè “fatto”, “realizzato” nel territorio e che del territorio di
provenienza (Castrovalva, Torre de’ Passeri, Spoltore) possiede tutte le
caratteristiche di lentezza e di schiettezza. Dall’altro è il prodotto, il
bene, la materia la cui creazione è oggetto dei video: il pane e il formaggio
come risultato del sudore e del lavoro appreso sin da bambini, osservando e
partecipando come in un gioco e di cui nessun manuale o ricettario, eccetto la
memoria dell’esperienza, può rievocare il bagaglio gestuale carico di valenze e
significati; la musica è il bene territoriale per eccellenza, il prodotto che
arriva a tutti, attivo e passivo insieme, e l’uso di strumenti provenienti da
mondi minori e dimenticati ne amplifica la portata e i rimandi semantici,
strumenti il cui apprendimento avviene necessariamente per imitazione. Il terzo
significato riguarda l’uso convenzionale del termine produzione nell’ambito
cineamatoriale: si tratta di video-documenti creati con assoluta povertà
dimezzi, non-finanziati, quindi non-prodotti, se non dalla terra stessa che
lascia un segno attraverso l’esperienza della creazione. Non documentari,
dunque.
testo di Sandra Spadaccini
Di solo pane
di Stefano D’Ettorre
con Alfredo Battistelli
(2006 28min.)
Alfredo è un uomo della
terra.
Le sue spalle, le sue
braccia, le sue mani impastano 40 kg di farina gialla con acqua, sale e lievito
madre e raccolgono legna da ardere nel forno.
I suoi gesti sono lenti e
precisi, carichi di una tensione ancestrale e pregni di un sapere femminile
appreso gestualmente; la sua figura quasi statica.
Il video, girato tra
Pescara e Roma nel giugno 2006, documenta il lungo processo della panificazione
come avveniva in tempi neanche troppo remoti; indizio di contemporaneità è il
fatto che l’anellodi questo processo sia rappresentato da un uomo, Alfredo,
appunto, che con i gesti liturgici dell’ammassare e dell’accendere il fuoco produce
un pane a dir poco sacro, che diventa così il simbolo del legame con la terra e
con il passato.
Un pane che dà il meglio di
sè solo dopo qualche giorno.
Molteije in concerto
di Claudio Di Mambro e
Luca Mandrile
(2005-2006 60min.)
Video registrato dal vivo a
Spoltore il 19 giugno 2005, in occasione della manifestazione “I Colori del
Territorio-I volti e le forme della terra” .
L’evocazione sonora, intesa
come evocazione prodotta dai singoli strumenti musicali, è al centro
dell’esperienza dei Molteije, gruppo formato da Michelangelo Del Conte, Claudio
Filippini, Luca Bulgarelli e Lorenzo Capisciotti, che ospitano, come in un tentativo
di prezioso innesto, suonatori di strumenti della tradizione popolare locale, virtuosi
della zampogna e della ciaramella (Franco Izzi), dei tamburi a cornice (Antonio
Franciosa), dell’organetto a due bassi (Mauro Ciarcelluti) e del violino
(Luisiana Lo Russo) in una jam session improvvisata che mira a
decontestualizzare e ridare forma a suoni antichi.
Le diverse strumentazioni
si alternano, l’antica e la moderna, creando una traccia sonora che Claudio Di
Mambro e Luca Mandrie inseguono con le loro videocamere e che di volta in volta
ci proietta verso il futuro per poi riportarci indietro, in un passato indistinto
impresso in ognuno di noi.
di Giampaolo Lupi,
Claudio Di Mambro,
Marco Venditti
(2001 20min.)
In uno stazzo due uomini
mungono le pecore.
In una casa privata una
donna ottuagenaria ci inizia all’arte di produrre formaggio e ricotta,
mescolando saperi antichi e aiuti moderni.
L’attività è corale, tutta
la famiglia partecipa a questo avvenimento, la nonna dirigendo, la nuora
assolvendo e aspettando il momento in cui la direzione sarà sua, i nipotini
mangiucchiando e partecipando a quello che per loro è un gioco.
Sullo sfondo il centro di
Castrovalva e le parole di Pier Paolo Pasolini:”…le persone che amo di più sono
le persone che, possibilmente, non abbiano fatto neanche la quarta elementare.
Non lo dico per retorica. Lo dico perché la cultura piccolo borghese è qualcosa che porta sempre a delle corruzioni e delle impurezze, mentre un analfabeta, uno che abbia fatto ipossiede in sé una certa grazia...”
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