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Introduzione

MANIFESTAZIONI > 2007 10-15 Luglio SEMIPROIBITI

Semi/proibiti: l’immagine della mela morsa è il simbolo di volontà di dar corpo al desiderio e alla speranza che rimarrebbe altrimenti inespressa nell’incontaminata ingenuità edenica. E’ da quell’infrazione, da quella rottura di un ordine stabilito che si forma il caos e si costruisce l’ordine, in un percorso sacrificale che fa di ogni nostra avventura un Golgota. Nei miti greci, come in quello del Minotauro, è necessario superare una misura e cadere in un eccesso, e scontare una pena per ricreare l’equilibrio, e bisogna inoltre che ci si offra come vittima per evitare la rimozione, colpevole e nefasta, delle cràsi da noi praticate all’ordine del mondo. Il senso delle opere esposte nella rassegna di quest’anno, e le pratiche di coscientizzazione del nostro corpo, ma anche le preziosità del nostro passato che pretendiamo di tenere in un’asettica teca museale è proprio questo: espiare per gli altri, proprio come Mario Luzi vuole che faccia il poeta, e operare, non per inventare la poesia ma per cercarla. Cercare la poesia dov’è e dove potrebbe essere, i contesti e le ragioni che la fanno esistere in un luogo e in un tempo: all’indomani della seconda guerra mondiale Luzi disse che non bisogna dimenticare che certi orrori come il Fascismo si sono originati qui e non altrove perché sarebbe stato fortemente colpevole rimuovere un così tragico fenomeno, e noi ci troviamo a vivere la stessa congiuntura. In un mondo nel quale si è posto l’imperativo di andare senza chiedersi dove e perché; nel quale ci si sazia di consumi senza avere il corrispettivo in risorse concrete per spendere; nel quale ci si balocca con romanzetti banali e premiati nei più rinomati concorsi letterari senza interrogarsi più di tanto sulle democrazie esportate con i carri armati e distogliendo lo sguardo dalle città mediorientali somiglianti a macellerie messicane; nel quale quattro persone guadagnano più di seicento milioni di individui messi insieme, noi abbiamo il dovere di cercare la direzione, di trovare la nostra bussola, il coraggio di attraversare il labirinto, di sentire dal profondo il nostro corpo che non dobbiamo necessariamente percepire come bello ma come nostro, chè se lo sentiremo come nostro lo sentiremo anche bello: mentre ci si affanna a costruirsi un corpo finto tutto protesi e chimica, noi dobbiamo accarezzare e amare le nostre rughe, guardare serenamente la nostra faccia perché vi è scritto quel che faccio io, come ha osservato finemente, di recente, Umberto Galimberti. E poi i vestiti, e il corredo: la volontà di elevare in una compostezza estetica un’esperienza collettiva concedendo anche all’umanissimo sentimento della vanità quel che di diritto gli spetta: una proiezione di sé per il tramite dell’ammiccamento, del visibile e del non visibile, dell’evidente e dell’occulto, dell’ambiguità e del mistero con un gioco sottile di intelligenza e di gusto. Infine i corredi: ricchezza tutta femminile propiziatrice di amore e di fecondità, di dolce e giusto riposo, di discreta cura di sé. C’è una dolcezza nei lini e nelle sete, profumi domestici di lavanda e di spighetta che lasciano una striscia lunga e profonda, sotterranea, nei nostri sensi, tanto che si son fatti memoria, e storia. I colori del territorio ancora una volta lancia una provocazione forte ponendo, com’è nel suo stile e nella sua filosofia d’intervento, un problema lumeggiando le soluzioni possibili senza imporle con slancio fanatico ma facendole emergere da una proiezione a trecentosessanta gradi in ciò che nel tempo acquista un senso destinato a durare e rimanere. Mai come nella rassegna di quest’anno abbiamo visto una così ardita e sapiente miscela di nuovo e di antico, perché possiamo scegliere le direzioni che vogliamo, ma senza dimenticare che dobbiamo pronunciare la parola noi, oltre alla parola io: solo così i semi della nostra cultura e della nostra umanità potranno fruttificare.

Angelo Colangelo - Il Gioco

Franco Trequadrini

PRESIDE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL’AQUILA
FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE


Angelo Colangelo - Il Gioco


I colori del territorio - Spoltore - Via dietro le mura 16/1 - Tel. 3385619192 - 0854962665 | info@icoloridelterritorio.org

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