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Fosso del Seminario

ARCHIT. E PAESAGGI

FOSSO DEL SEMINARIO: ANCORA RESISTE UN LEMBO DI BELLEZZA

FOSSO DEL SEMINARIO:  ANCORA RESISTE UN LEMBO DI BELLEZZA

di Agostino Consoli e Prisca Montani

 

A volte la bellezza ci sfugge: ci abituiamo ad un paesaggio familiare e lo consideriamo scontato, cessiamo di coglierne la magia e la poesia e, soprattutto, non pensiamo a quanto siamo fortunati a poterne ancora fruire. Eppure esistono luoghi, ambienti, che fruiti anche soltanto con una passeggiata solitaria o una corsa in bicicletta possono regalare emozioni, stimolare pensieri, evocare sensazioni.  Tra Spoltore e Pescara, nascosto quasi a tutti ed ignoto ai più, esiste ancora un angolo di verde incontaminato, uno spazio con  alberi, piante ed arbusti spontanei, tuttora salvo, quasi per miracolo, da cemento, rifiuti e degrado. E’ il Fosso del Seminario, una sottile striscia d’acqua costeggiata da lecci e pioppi maestosi che scende nella gola di due rilievi collinari delimitati ad Est da via Pescarina e ad Ovest dalla strada Provinciale……, che inizia sotto la Torre Sterlick e  si conclude nei pressi del fiume Pescara, al limite della Strada Provinciale n.°602 (Pescara – Cepagatti).  I versanti delle colline che digradano verso il Fosso sono ancora destinati ad uso agricolo, e quindi poco o per nulla edificati, e si vanno ad incontrare delimitando uno spazio poco visibile dalle strade asfaltate che da Pescara portano a Spoltore  e pertanto a molti sconosciuto. Mi chiedo: “abbiamo il benessere, abbiamo le auto, abbiamo i Mall, abbiamo il cibo, abbiamo i cinema, a 6, a 10,  a 14 sale, abbiamo le case, e gli alberghi, e i garages, e i capannoni , e i parcheggi, e i lavaggio-macchine,  e i bar, i ristoranti e i campi da tennis e da calcetto….. non sarà ora di “conservare”, di godere il poco che è rimasto, di custodirlo gelosamente per i nostri figli, e nel far questo “placarsi”, assaporare,  vivere più profondamente ?” E’ ora di conoscere, anzi di ri-conoscere il territorio, di ri-scoprirlo funzionale al nostro essere e al nostro ben-essere: può sembrare facile retorica, ma l’odore dell’erba e delle stagioni, i richiami di diverse specie di uccelli, il vento (pulito !!) in faccia durante una corsa in bicicletta dovrebbero fare parte della nostra vita quotidiana, non essere accadimenti eccezionali da ricercare con ore di macchina la domenica.  Il Fosso del Seminario può servire a questo scopo: attualmente offre un tracciato difficilmente percorribile anche a piedi, per la profusione di rovi, arbusti e macchie, ma con un piccolo intervento (il più “leggero” e rispettoso possibile della natura del luogo) può diventare una eccezionale via di comunicazione “ecologica”  tra Pescara e Spoltore, alternativa alle trafficatissime e pericolose strade provinciali. Pescara sta, tra contestazioni ed incertezze, scoprendo la cultura della “viabilità alternativa”: prende piede la proposta di dichiarare il centro cittadino isola pedonale, la “strada parco” è stata difesa con coraggio e partecipazione dalla popolazione, sono partite le piste ciclabili, e, seppure ancora ridicolmente insufficienti, si parla con insistenza del loro potenziamento. Occorre non perdere il treno: evitare con ogni mezzo di trasformare Spoltore nella periferia o nell’area dormitorio di Pescara e sfruttare invece  le peculiarità del territorio Spoltorese, dal centro storico sicuramente più raccolto, più antico e più vero rispetto al centro di Pescara, alle aree verdi  ancora incontaminate come il Fosso del Seminario, per migliorare complessivamente la vivibilità dell’aggregato urbano Pescara-Spoltore e rendere le due città reciprocamente funzionali.  In questa ottica si inquadra una proposta semplice, ma di grande impatto, che vogliamo lanciare dalle colonne di questo giornale: trasformare il Fosso del Seminario in una pista ciclabile che colleghi Spoltore alla sponda sinistra del fiume Pescara e che qui si riallacci con la costruenda pista ciclabile del parco fluviale. Si potrebbe  così  arrivare da Spoltore al mare (e viceversa) in bicicletta o a piedi con un percorso immerso nel verde e nella natura, assolutamente scisso dal traffico automobilistico. Un simile progetto risponde a diverse esigenze: da un lato quella immediata, di aumentare gli spazi disponibili per la crescente domanda di libertà dalle auto, dallo smog, dal rumore, etc., dall’altro quella di trovare il modo di coniugare “utilizzo” e “conservazione”, di tutelare il verde e la natura rendendoli beni fruibili, in maniera intelligente e sensibile, da una fetta ampia della popolazione. Un bene “fruito” è un bene del quale è più facile rivendicare l’appartenenza: tanti più siamo a capire che verde e natura ci appartengono, tanto più difficile sarà che vengano sistematicamente abusati e degradati. L’estate scorsa abbiamo fatto una festa in due “tappe”, ai due estremi del fosso, sulla collina della Quagliera e nello slargo di Torre Sterlick. Abbiamo ballato e cantato per festeggiare una possibilità, per raccogliere una “chance”. Speriamo di fare presto un’altra festa, lungo il percorso del Fosso del Seminario reso agibile alle biciclette, per celebrare l’apertura a tanti di un piccolo pezzo di bellezza nascosto.  

 


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